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Sinapsi: Gli artisti in residenza si presentano al mondo della produzione e della distribuzione
Un catalogo di congedi nasce dal desiderio di Marta Ciappina di salutare la scena, affidando a cinque autori contemporanei — Sotterraneo, Francesca Pennini, Silvia Gribaudi, Emio Greco e Pieter C. Sholten, la creazione di brevi oggetti poetici tra danza, azione e video. Ogni brano, pur autonomo, si intreccia agli altri componendo un ritratto riflessivo del congedo, tra celebrazione e sparizione dell’interprete.
In uno spazio scarno che ricorda le sale prova, Marta esegue micro gestualità quotidiane e rituali del danzatore, creando un’alternanza di pieni e vuoti che trasforma il congedo in una meditazione poetica sull’arte della sopravvivenza scenica. Il titolo richiama l’idea di elenco, catalogo, archivio, invitando il pubblico a sfogliare un manuale poetico che cerca l’eternità del gesto.
Danzatrice, coach e didatta, Marta Ciappina si forma principalmente a New York al Trisha Brown Studio e al Movement Research. Come danzatrice affianca, tra gli altri, Chiara Bersani, Tiziana Arnaboldi, Daniele Albanese, Daniele Ninarello. Luis Lara Malvacias, Gabriella Maiorino. Dal 2013 collabora con la compagnia mk, guidata da Michele Di Stefano, Leone d’Argento alla Biennale Danza di Venezia del 2014. Nel 2015 inizia la collaborazione con Alessandro Sciarroni, Leone d’oro alla Biennale Danza di Venezia del 2019. Attualmente, come interprete, è concentrata su Pezzi Anatomici — progetto mk, Saga — creazione di Marco D’Agostin e Quel che resta — ideazione di Simona Bertozzi. Come docente collabora con la Scuola Luca Ronconi del Piccolo Teatro di Milano diretta da Carmelo Rifici, con la Biennale Danza di Venezia diretta da Wayne McGregor, con il Triennio Professionale di Danza Contemporanea diretto da Roberto Casarotto e con il progetto DA.RE. dance research diretto da Adriana Borriello.
Marco D’Agostin è vincitore del Premio UBU 2018 come Miglior Performer Under 35 e del Premio UBU 2023 e 2025 per il miglior spettacolo di danza (Gli anni e Asteroide). Nel 2023 gli è stato conferito il 4° Premio Riccione Speciale per l’innovazione drammaturgica, nel 2024 il Premio Hystrio Corpo a Corpo. È artista associato del Piccolo Teatro di Milano. I suoi lavori si interrogano sul funzionamento della memoria, dando vita a dispositivi coreografici che a partire da archivi personali o collettivi cercano di innescare con il pubblico pratiche di partecipazione e immedesimazione. Ha studiato l’intrattenimento come forma di una specifica relazione tra performer e spettatore, prendendone in considerazione le zone d’ombra e i fallimenti come luoghi di luminose rivelazioni. La sua danza, una geografia complessa in cui suoni, parole e movimenti collidono di continuo, tende sempre verso la compromissione emotiva di chi la compie e di chi la guarda.
Silvia Gribaudi è una coreografa italiana attiva nelle arti performative. Dal 2004 mette al centro del suo lavoro l’impatto sociale del corpo e la relazione tra pubblico e performer, attraverso la ricerca artistica sul linguaggio coreografico, la danza e lo humour. Con un’attenzione specifica al livello umano e relazionale, sviluppa i suoi lavori attraverso il dialogo e l’incontro poetico con gli/le artist* con cui collabora, le comunità e il pubblico, che diventano parte integrante di ogni atto performativo. Le sue produzioni più recenti sono l’assolo SUSPENDED CHORUS (2025) coprodotto da Teatro Stabile di Torino — Teatro Nazionale (IT), La Corte Ospitale (IT), Rum för Dans (SE), Le Gymnase CDCN — Roubaix (FR), What You See Festival (NL), THE DOOZIES (2024) creato con Marta Dalla Via, coprodotto da Teatro Stabile del Veneto — Teatro Nazionale, La Corte Ospitale e GRAND JETÉ (2023) con MM Contemporary Dance Company (IT) coprodotto da La Biennale de Lyon (FR), Théâtre de la Ville (FR), Rum för Dans (SE), Torinodanza Festival (IT), International Dance Festival TANEC PRAHA (CZ), Zodiak — Side Step Festival (FIN) e dal network internazionale Big Pulse Dance Alliance. Ha ricevuto il Premio Giovane Danza D’Autore Veneto con A CORPO LIBERO (2009).