c/o Spazio Residenze Villa Manin
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Sinapsi: Gli artisti in residenza si presentano al mondo della produzione e della distribuzione
C’è una casa che unisce, a distanza nel tempo, Emma e sua zia Luisa. Non si sono mai conosciute, eppure le loro vite sembrano sorprendentemente simili. Per entrambe è arrivato un bivio, una scelta. Uno dei due percorsi si interrompe in modo violento — e viene raccolto, ricucito in questo spettacolo.
Il punto di partenza è la necessità di una giovane donna di affrontare e comprendere il suicidio compiuto da una sua antenata — atto che si è perpetuato più volte nella sua famiglia, generalmente liquidato come frutto di nevrosi. È possibile comprendere questi vissuti? Si possono rompere le dinamiche che li hanno generati?
In scena, due attrici attraversano la stessa casa: una è coinvolta in prima persona nella vicenda biografica; l’altra, esterna ai fatti, offre uno sguardo empatico che inscrive le storie in un orizzonte archetipico. La struttura drammaturgica si ispira al rosario cattolico e ai suoi cinque misteri: un ritmo ripetuto e rituale che diventa forma per sondare il dolore, la trasmissione intergenerazionale del trauma e la possibilità — fragile, necessaria — di spezzarne il ciclo.
Natalia Sangiorgio e Claudia Grassi, attrici, si incontrano durante un laboratorio con Daria Deflorian. Natalia, diplomata alla Scuola di Quelli di Grock, ha lavorato con G. Vacis ed è stata attrice stabile del LabPerm di D. Castaldo. Claudia, diplomata alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, ha collaborato con C. Rifici, A.R. Shammah e altri. Le affianca Laura Raccanelli, antropologa e autrice, che assume il ruolo di dramaturg. Il progetto è realizzato in collaborazione con Contrasto Teatro.