c/o Spazio Residenze Villa Manin
via dei Dogi 6, 33033 Passariano di Codroipo (UD)
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Sinapsi: Gli artisti in residenza si presentano al mondo della produzione e della distribuzione
POZZI è il primo progetto di ricerca drammaturgica e performativa di Michele Ermini, artista friulano under 35. A partire dalle poesie e dalle lettere di Antonia Pozzi, il progetto cerca un contatto diretto con le parole di questa importante figura della letteratura italiana del Novecento. Non si tratta di una ricostruzione biografica in senso documentario, ma di un tentativo di entrare in risonanza con il suo linguaggio, con il modo in cui, nei suoi testi, si intrecciano amore e morte, desiderio e annientamento.
La ricerca si concentra sulla generazione di materiali testuali e corporei attraverso pratiche di improvvisazione e suggestioni biografiche e autobiografiche. Il contributo di Mattia Palma, dramaturg attivo soprattutto in ambito operistico, e orientato alla sperimentazione di nuove forme di esposizione della parola e della drammaturgia, in dialogo con la pluralità di linguaggi che attraversa il gruppo di lavoro. Elemento chiave del processo e la presenza, in qualita di tutor, di Marta Ciappina, movement coach attiva da anni in progetti di rilievo nazionale e internazionale. Il suo sguardo, costantemente rivolto alla ridefinizione dei linguaggi del corpo nella scena contemporanea, rappresenta un riferimento essenziale all’interno della residenza. Figura altrettanto centrale e Giulia Bean, artista e coreografa, che accompagna il processo come custode e assistente nella condensazione del materiale coreografico. Villa Manin costituisce per Ermini un contesto ideale: la forte connessione con la natura e la dimensione silenziosa e contemplativa degli spazi architettonici dialogano profondamente con l’immaginario poetico di Antonia Pozzi.
Classe 1999, performer e autore attivo nella scena contemporanea, collabora con artisti nazionali e internazionali in progetti che attraversano danza, performance e installazione. Dal 2024 è in tour con Dream di Alessandro Sciarroni e dal 2023 fa parte della compagnia di Adriana Borriello Dance Research. Ha partecipato a Eleusi di Davide Enia per il Piccolo Teatro di Milano e a MILANO di Romeo Castellucci per Triennale Teatro. Accanto al lavoro con compagnie affermate, porta avanti una ricerca autoriale personale e collettiva. È cofondatore del Collettivo A00 e autore del solo POZZI, attualmente in fase di studio. La sua formazione, iniziata alla Civica Scuola Paolo Grassi di Milano, si è arricchita incontrando artisti come Jonathan Burrow, Chiara Bersani, Marco D’Agostin, Roberto Castello, Silvia Calderoni, Edivaldo Ernesto e Germaine Acogny, figure centrali nel panorama della performance contemporanea europea.
Giornalista, editor e dramaturg attivo nella musica e nel teatro. Dal 2025 dirige la Rivista del Teatro alla Scala, dove ha lavorato come coordinatore di redazione dal 2021. Ha curato la drammaturgia per registi come Damiano Michieletto e Gianluca Falaschi in teatri quali Scala, Bayerische Staatsoper, Komische Oper, Fenice e Donizetti Opera. Collabora come critico con L’Essenziale, La Lettura — Corriere della Sera, Classic Voice e Cultweek. Cura progetti editoriali per il Museo Teatrale alla Scala e tiene conferenze per principali istituzioni italiane. È autore di Non si può mai stare tranquilli (EDT), dedicato a Pier Luigi Pizzi, e di saggi sul teatro italiano.
Nata a Monfalcone nel 1993, si diploma con lode in Coreografia (Diploma Accademico di II livello) all’Accademia Nazionale di Danza di Roma. Dopo un tirocinio con la compagnia di Lenka Vagnerová a Praga, rientra in Italia e nel 2020 debutta con la sua prima opera, Cabe — A VHS Elegy, produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG con il supporto di In/visible Cities, PimOff e teatro taTÀ. Nel 2021 collabora come assistente ai movimenti di scena per Giuliano Scarpinato in A+A — Storia di una prima volta e rinnova il lavoro con il regista Alessandro Marinuzzi in due residenze artistiche. Dal 2022 approfondisce il dialogo tra danza e scienza con progetti che esplorano bioacustica (Cartografia dello smarrimento) e citizen science (Atlante Isontino). La sua ricerca unisce rigore scientifico e immaginazione, raccogliendo movimenti ed emozioni per trasformarli in nuove forme attraverso l’incontro con altre arti.