Giovedì 24 settembre 2026 ore 18 apertura al pubblico
Spazio Residenze Villa Manin
prenotazione consigliata a info@centroresidenzafvg.it
Giovedì 24 settembre 2026 ore 19 apertura al pubblico
Spazio Residenze Villa Manin
prenotazione consigliata a info@centroresidenzafvg.it
c/o Spazio Residenze Villa Manin
via dei Dogi 6, 33033 Passariano di Codroipo (UD)
E-mail: info@centroresidenzafvg.it
Sinapsi: Gli artisti in residenza si presentano al mondo della produzione e della distribuzione
Cat ha chiesto in prestito dei soldi alla sua psicologa per intraprendere un lungo viaggio di allenamento in vista del più grande torneo di braccio di ferro del pianeta.
“Vengo da una famiglia di salumieri. Mia nonna materna aveva una salumeria e mio nonno paterno era famoso in tutta la Jugoslavia istriana per ammazzare i porci. Faceva il giardiniere nell’ospedale psichiatrico di Trieste. Mi dispiace che mio padre non mi abbia insegnato lo sloveno, ma sono molto contenta che mia madre mi abbia insegnato ad usare i coltelli e a riconoscere il pesce fresco al mercato. Discendo da una dinastia di sorelle tutte destinate a restare imbrigliate in matrimoni infelici con uomini miseri. Da chi non sapeva badare alla salumeria e accumulava debiti, a chi allungava le mani nei cinema, a chi era alcolizzato e sifilitico, a chi abusava […]” (Cat)
Braccio di ferro è un’opera in cui coesistono il linguaggio cinematografico, performativo e installativo.
Il lavoro creativo è basato sul fascino ipnotico generato dalla visione di due persone che si sfidano a braccio di ferro e sulle aspettative sociali che vengono proiettate sui corpi, in relazione ad uno sport simbolo di virilità ed espressione di superiorità fisica.
Dove avvengono questi incontri? In quale bisca clandestina? In quale fantastico covo criminale?
Artista che esplora il linguaggio del cinema e delle arti performative trattando spesso temi come la preadolescenza, la lotta di classe, la dipendenza da sostanze e l’anti-comicità. Ha diretto il documentario “Non lo so” selezionato dalla Cineteca di Bologna per Visioni Italiane. Scrive e dirige il corto “Tinder” menzione speciale della giuria e premio del pubblico al Lago Film Festival. Dirige la performance “Tirannosauro” prodotta da Sardegna Teatro che debutta al festival Supernova curato da Motus. Ha lavorato con Babilonia Teatri, Teatro dell’Elfo, Andrea De Rosa, Generic Animal, Lucia Calamaro e Luca Guadagnino. Collabora alla realizzazione delle riprese video del film ÒDIO diretto da Motus e prodotto dall’Italian Council. L’artista Violetta Cottini, vincitrice di FONDO 2025/26 lo coinvolge nella sua ricerca.
è nata a Trieste nel 1998. Si è diplomata nel 2020 presso l’Accademia del Teatro Stabile del Veneto, approfondendo successivamente i suoi studi con un focus sul corpo e sul movimento. In Italia ha seguito il lavoro performativo e coreografico di Alessio Maria Romano e Marta Ciappina; ad Atene ha studiato il metodo di Theodoros Terzopoulos; e ha frequentato delle lezioni presso Trisha Brown Dance Company a New York. Attualmente lavora come performer, autrice e video editor. Come performer ha collaborato, tra gli altri, con César Brie, Alessandro Businaro, Federica Macrì e Lorenzo Letizia, Stefano Cordella, Paolo Valerio e Filippo Quezel. Collabora alla ricerca artistica di Violetta Cottini per il progetto Fey. Da sempre appassionata di sport, ha praticato ginnastica artistica, arrampicata sportiva, tessuti aerei, sci e pole dance. Durante l’adolescenza, è stata atleta agonista di tuffi.
Nasce a Rovereto (tn) nel 1991. Nel 2010 si trasferisce a Milano per frequentare il corso di formazione per danzator_ della scuola civica Paolo Grassi, dove oltre a_ formator_ intern_, studia con coreograf_ come Cesc Gelabert, Catherine Diverres, Enzo Cosimi. Negli anni si forma anche con comp.Abbondanza/Bertoni, Anton Lachky, Renate Graziadei, Thomas Hauert, Eduardo Torroja ed altr_ Lavora regolarmente come interprete per Cosimi e tra il 2014 e 2025 collabora con autrici e autori della danza con percorsi e codici molto differenti: Cristina Rizzo, Luca Veggetti, Francesco Marilungo, Irene Russolillo, Serena Malacco (Cie Jukebox), Camilla Monga, Ariella Vidach, Elisa Sbaragli. Dal 2015 si affaccia al mondo della prosa grazie alla collaborazione con la compagnia The Baby Walk con “trilogia sull’identità” e in altre varie occasioni fa esperienza di teatro di parola e progetti cinematografici. Nominandone uno: il lungometraggio “La variabile umana” diretto da Bruno Oliviero, presentato al festival di Locarno 2013. Nel 2024 debutta con “La morte a Venezia” di Liv Ferracchiati, in cui è in scena e si occupa del materiale coreogrfico. Fa parte di alcune realtà milanesi accumunate dall’interesse per la transdisciplinarietà (in campo performativo) come Kokoschka Revival, Fragile Artists e Muovimi ed è assidua frequentatrice del progetto Sharing training Milano. Nel 2018 è tra le finaliste del premio Ubu, categoria miglior performer under 35. Nel 2024 è tra le vincitrici del premio Danza&Danza come miglior interprete.
(classe 1996), laureata in scenografia nel 2019 presso l’Accademia di Belle Arti Brera (MI), successivamente diplomata in trucco effetti speciali nel 2021 presso l’Accademia Teatro alla Scala (MI). Operatrice abilitata Xtrude per la realizzazione di protesi in silicone del complesso areola capezzolo. Attualmente Makeup Artist SFX e insegnante di effetti speciali presso BCM Milan.