venerdì 16 ottobre 2026 ore 14.30, Azienda Agricola Polje, Cormons
domenica 18 ottobre 2026 ore 17, Spazio Residenze Villa Manin
prenotazione consigliata a info@centroresidenzafvg.it
domenica 18 ottobre 2026 ore 18, Spazio Residenze Villa Manin
prenotazione consigliata a info@centroresidenzafvg.it
c/o Spazio Residenze Villa Manin
via dei Dogi 6, 33033 Passariano di Codroipo (UD)
E-mail: info@centroresidenzafvg.it
Sinapsi: Gli artisti in residenza si presentano al mondo della produzione e della distribuzione
Che cosa accade a un repertorio quando torna a passare attraverso un corpo? E che cosa accade al corpo quando si espone nuovamente alle tracce, alle tecniche e alle temporalità che lo hanno costituito?
A partire da À la recherche Tabularum, la ricerca che Adriana Borriello sviluppa attorno al riuso di archivi e repertori coreografici, la conversazione interroga la trasmissione non come restituzione di un passato disponibile, ma come operazione capace di rimetterne in movimento le relazioni. Un repertorio non ritorna mai identico a sé: nel momento in cui viene nuovamente incorporato, attraversa la distanza fra corpi, tempi e contesti differenti e, proprio attraverso questa distanza, si trasforma.
Il titolo dell’incontro entra in dialogo con No Archive Will Restore You di Julietta Singh, dove il corpo emerge come un archivio inquieto e poroso, composto da una molteplicità di tracce che nessun inventario può ricomporre integralmente. Il corpo non custodisce semplicemente ciò che è stato. Ne porta i depositi, li altera, li disperde, li incorpora nelle proprie trasformazioni e nelle proprie relazioni con altri corpi. La fantasia di poter governare interamente questo assemblaggio si incrina fino a rendere il corpo, nelle parole di Singh, insieme archivio e archivista.
È da questa impossibilità della restaurazione che la danza può forse formulare un’altra politica dell’archivio. Tornare a un gesto, a una partitura, a una pratica o a un repertorio non significa riportarli al presente intatti, ma esporli a un nuovo processo di incorporazione, perdita e differenziazione.
La conversazione tra Adriana Borriello e Annalisa Sacchi attraverserà così memoria, repertorio e trasmissione per interrogare il corpo come luogo di disarchiviazione e ri-archiviazione: un campo nel quale la storia non viene semplicemente conservata, ma continuamente rimessa in gioco.
Annalisa Sacchi è professoressa ordinaria di Discipline dello spettacolo all’Università Iuav di Venezia, dove ha fondato e diretto dal 2017 al 2025 il Corso di laurea magistrale in Teatro e Arti Performative. È stata principal investigator del progetto ERC INCOMMON. In Praise of Community, dedicato alla creatività condivisa nelle arti e nella scena politica in Italia tra il 1959 e il 1979. Ha svolto attività di ricerca e insegnamento a Londra (Queen Mary University e UCL), alla New York University, a Harvard e alla Bergen School of Architecture. Si occupa di performance studies, teoria dell’archivio, politica delle arti e reti artistiche transnazionali; la sua ricerca attuale indaga l’amicizia come categoria storiografica e politica. Tra le sue pubblicazioni recenti: Inappropriabili. Relazioni, opere e lotte nelle arti performative in Italia (1959–1979) (Marsilio, 2024), il volume curato con Ilenia Caleo e Piersandra Di Matteo In fiamme. La performance nello spazio delle lotte (1967–1979) (bruno, 2021; premio ICA Books&Others) e il saggio su Carolina Bianchi “Fracturing Replay” (Performance Research, 2026). Come curatrice ha diretto con Susanne Franco il festival internazionale Asteroide Amor. Con Giada Cipollone ha fondato e dirige PERLa – Performance Epistemologies Research Lab. È esperta nazionale e vicecapo della delegazione italiana nel Programme Committee MSCA e fa parte del panel Performance and Theatre della FCT portoghese.